Fra tutte le visite possibili a Bolzano, ce n'è una che mette d'accordo adulti e bambini, appassionati di storia e semplici curiosi: l'incontro con Ötzi, l'uomo venuto dal ghiaccio. La mummia più famosa delle Alpi è custodita al Museo Archeologico dell'Alto Adige, nel centro storico, a circa 10 km da Villa Sissi. È una visita che consigliamo spesso ai nostri ospiti, soprattutto nelle giornate in cui il tempo in montagna non è dei migliori.
Una scoperta nata per caso
Il 19 settembre 1991 due escursionisti tedeschi, Erika e Helmut Simon, stavano scendendo dal Giogo di Tisa, nelle Alpi Venoste, quando notarono un corpo che affiorava dal ghiaccio. Il luogo, a circa 3.210 metri di quota nella zona del ghiacciaio del Similaun, si trova sul crinale di confine fra Italia e Austria, a poco più di novanta metri dalla linea di frontiera, in territorio italiano. All'inizio si pensò a un alpinista sfortunato di qualche decennio prima; solo in seguito le analisi rivelarono la portata eccezionale della scoperta.
Per questo, nei primi anni, Ötzi fu chiamato in molti modi: Uomo del Similaun, Uomo dell'Hauslabjoch, mummia del Similaun. Nel 1997 la Provincia di Bolzano gli ha dato il nome ufficiale di "Uomo venuto dal ghiaccio", mentre il soprannome Ötzi, che richiama la vicina valle austriaca dell'Ötztal, è quello che tutti ricordano.
Un uomo dell'Età del rame
Le datazioni al radiocarbonio collocano Ötzi fra 5.300 e 5.200 anni fa, nell'Età del rame. Il ghiaccio ha conservato non solo il corpo, ma anche il suo abbigliamento e il suo equipaggiamento: un caso unico che ha permesso agli studiosi di capire come viveva, si vestiva e si muoveva un uomo delle Alpi nella preistoria.
Fra gli oggetti ritrovati ci sono un arco in legno di tasso, una faretra con le frecce, un pugnale di selce, uno zaino e soprattutto un'ascia di rame, il cui metallo, secondo gli studi, proviene dalla Toscana meridionale. Sul corpo sono stati individuati una sessantina di tatuaggi, forse legati a pratiche terapeutiche contro il dolore.
Il mistero più affascinante riguarda la sua fine: le ricerche hanno stabilito che Ötzi non morì per il freddo o per la stanchezza, ma per una freccia che lo colpì alla spalla sinistra. Un "caso" di oltre cinquemila anni fa che continua a interrogare archeologi, medici e genetisti.
La visita al museo
Ötzi e i suoi reperti sono esposti al Museo Archeologico dell'Alto Adige dal 1998. L'esposizione permanente, dedicata all'uomo venuto dal ghiaccio, si sviluppa su più piani e accompagna il visitatore attraverso le diverse tappe della storia: il ritrovamento, lo studio del corpo, l'abbigliamento, l'equipaggiamento, l'identità di Ötzi e il contesto dell'Età del rame. Ricostruzioni, filmati, pannelli e fotografie rendono il percorso chiaro anche per i più giovani.
Il momento più intenso è l'incontro con la mummia, custodita in una speciale cella frigorifera che riproduce le condizioni del ghiacciaio, con una temperatura di circa sei gradi sotto zero e un'umidità altissima. I visitatori la osservano attraverso una piccola finestra: un'esperienza silenziosa, quasi raccolta, che lascia il segno.
I nostri consigli per organizzare la visita
- Il museo è in pieno centro storico: potete abbinare la visita a una passeggiata fra Piazza Walther, Via dei Portici e Piazza delle Erbe.
- Nei periodi più frequentati, come i ponti, l'estate e le settimane del mercatino natalizio, può esserci attesa: conviene informarsi in anticipo sulle modalità di accesso.
- Per orari, tariffe, eventuali prenotazioni e mostre temporanee fate sempre riferimento al sito ufficiale del museo.
- Con i bambini, preparate la visita raccontando prima la storia del ritrovamento: la curiosità renderà il percorso ancora più coinvolgente.
Dal museo alla montagna
Dopo aver visto Ötzi, viene voglia di guardare con occhi diversi le montagne che circondano Bolzano. Le Alpi Venoste e la zona del Similaun sono ambienti d'alta quota, glaciali, che richiedono preparazione, attrezzatura adeguata e spesso l'accompagnamento di una guida alpina: se pensate a un'escursione in quelle zone, informatevi bene su meteo, stato dei sentieri e condizioni del ghiacciaio. Per chi preferisce qualcosa di più semplice, le passeggiate attorno a Bolzano offrono panorami splendidi senza difficoltà tecniche.
La visita al museo si concilia bene con i ritmi di una vacanza a Villa Sissi: il centro di Bolzano è a pochi minuti di auto attraverso la galleria, o raggiungibile in treno dalla stazione di Laives. Al rientro vi aspettano la tranquillità del parco giardino, la piscina e la terrazza coperta, dove ripercorrere con calma la storia dell'uomo venuto dal ghiaccio. Per le famiglie con i più piccoli, la culla è disponibile su richiesta.
Una base raffinata alle porte di Bolzano
Villa Sissi è a 5 minuti d’auto da Bolzano: un appartamento di 80 mq con terrazza coperta, in una villa con parco giardino di 800 mq e piscina.