Fra i laghi alpini dell'Alto Adige, il Lago di Carezza è forse quello che più somiglia a un racconto: un piccolo specchio d'acqua verde e turchese, circondato da un fitto bosco di abeti, con le guglie del Latemar che vi si riflettono nelle mattine senza vento. Da Villa Sissi dista circa 35 km, risalendo la Val d'Ega: una mezza giornata che si può allungare con una passeggiata nei boschi o una salita verso il Passo di Costalunga.
Un lago piccolo, dai colori sorprendenti
Il Lago di Carezza, Karersee in tedesco, si trova a oltre 1.500 metri di quota nell'alta Val d'Ega, nel territorio del comune di Nova Levante. È un lago di dimensioni ridotte, ma proprio per questo prezioso: non ha immissari visibili ed è alimentato da sorgenti sotterranee. Il suo livello cambia molto nel corso dell'anno: raggiunge il massimo a fine primavera, dopo lo scioglimento delle nevi, e si abbassa in modo evidente verso l'autunno; d'inverno di solito gela.
Le sue acque limpide assumono sfumature diverse a seconda della luce, della stagione e della profondità, dal verde smeraldo al blu. Alle sue spalle si alza il massiccio del Latemar, con la sua lunga cresta di torri e pinnacoli dolomitici, mentre poco lontano si innalza il Catinaccio.
La leggenda dell'arcobaleno
In ladino il lago è chiamato anche Lec de Ergobando, cioè "lago dell'arcobaleno", e il nome è legato a una delle leggende più amate delle Dolomiti. Si racconta che nelle sue acque vivesse una bellissima ninfa, Ondina, che cantava sulle rive. Uno stregone che abitava sul Latemar se ne innamorò e cercò in ogni modo di conquistarla. Per attirarla stese sopra il lago un meraviglioso arcobaleno, ma la ninfa, spaventata, fuggì e si rifugiò nel profondo delle acque.
Lo stregone, furioso, strappò l'arcobaleno dal cielo, lo frantumò e ne gettò i pezzi nel lago: da allora, dice la leggenda, le sue acque brillano di tutti i colori dell'arcobaleno. Oggi una piccola statua in bronzo di Ondina è stata collocata nel lago, a ricordare la storia. È un racconto che i bambini ascoltano sempre volentieri, magari proprio sulla riva.
La passeggiata attorno al lago
Attorno al lago corre un sentiero pianeggiante di circa un chilometro, adatto a tutti, che permette di osservarlo da diverse angolazioni e di cogliere i riflessi del Latemar. Il lago si ammira dalla riva: per rispetto di un ambiente così delicato vi chiediamo di restare sui percorsi segnalati e di seguire le indicazioni presenti sul posto.
Nei dintorni il paesaggio porta ancora i segni della tempesta Vaia, che alla fine di ottobre 2018 abbatté con raffiche violentissime ampie porzioni del bosco attorno al lago. La ripresa della foresta richiederà decenni, ed è anche questo un motivo per visitare il lago con attenzione e senza fretta.
Il Passo di Costalunga, fra Latemar e Catinaccio
Poco oltre il lago la strada sale al Passo di Costalunga, chiamato anche Passo di Carezza, a oltre 1.700 metri: è il valico che collega la Val d'Ega con la Val di Fassa, in Trentino, e segna il confine naturale fra il gruppo del Catinaccio e quello del Latemar. Dal passo partono diverse escursioni, dalle più tranquille passeggiate nei prati a itinerari più lunghi sotto le pareti dolomitiche.
Il Catinaccio, Rosengarten in tedesco, è il gruppo legato alla leggenda di re Laurino e al fenomeno dell'enrosadira, quando al tramonto le sue rocce si tingono di rosa. Prima di affrontare i sentieri in quota controllate meteo, stato dei percorsi e apertura degli impianti, e partite sempre con calzature e abbigliamento adeguati.
Consigli per la visita
- Le prime ore del mattino sono le migliori per trovare l'acqua immobile e i riflessi più nitidi.
- In estate e nei fine settimana la zona è molto frequentata: partire presto aiuta anche a trovare posto nei parcheggi.
- In autunno i larici dorati e la luce radente regalano colori splendidi; d'inverno il lago ghiacciato e innevato ha un fascino del tutto diverso.
- La strada della Val d'Ega è di montagna: nei mesi freddi informatevi sulle condizioni e sull'obbligo di dotazioni invernali.
Rientrando verso Laives, la sera è dolce ritrovare il silenzio del parco giardino di Villa Sissi: un bagno in piscina nelle giornate estive, una cena preparata nella cucina completa e servita sulla terrazza coperta, mentre i più piccoli raccontano ancora la storia di Ondina e dell'arcobaleno.
Una base raffinata alle porte di Bolzano
Villa Sissi è a 5 minuti d’auto da Bolzano: un appartamento di 80 mq con terrazza coperta, in una villa con parco giardino di 800 mq e piscina.